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GIUSEPPE MAZZOTTI, INTELLETTUALE E ALPINISTA

Nato a Treviso il 18 marzo 1907 da padre romagnolo e madre trevigiana, Giuseppe Mazzotti dimostra subito il suo estro creativo e la multidiscipinarità dei suoi interessi.

Nato a Treviso il 18 marzo 1907 da padre romagnolo e madre trevigiana, Giuseppe Mazzotti dimostra subito il suo estro creativo e la multidiscipinarità dei suoi interessi. Frequenta l’Istituto matematico-fisico, ora “Riccati,” e si iscrive alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Padova; abbandona presto gli studi scientifici per frequentare i corsi della Scuola libera del nudo all’Accademia di Belle Arti di Venezia, attraverso i quali dà sfogo alla sua creatività. Inizia così una breve carriera di pittore, che per un certo tempo lo vede dividere a Treviso uno studio con l’artista Gino Borsato.
È la passione per l’arte ad avvicinarlo in quegli anni ad alcuni dei giovani protagonisti della vita culturale trevigiana e veneta: Arturo Martini, Gino Rossi, Toni Benetton, Juti Ravenna, Sante Cancian, Arturo Malossi, e gli scrittori Giovanni Comisso e Dino Buzzati, con cui condivide anche la grande passione per la montagna. Dal 1927 al 1942 cura le Mostre d’Arte Trevigiana, per le quali passano tutti i maggiori protagonisti della Marca tra le due guerre e molti dei giovani artisti più promettenti.

Nel 1926 inizia anche l’attività giornalistica, con le prime critiche d’arte – tra cui spicca un precoce articolo su Arturo Martini – e una ricca produzione di articoli e saggi dedicati alle montagne, all’artigianato, alle espressioni d’arte minore e alle tradizioni popolari che lo porteranno ad anticipare molte delle odierne riflessioni sui musei etnografici. Mazzotti scrive e collabora nel corso della sua vita con moltissime riviste e periodici, tra cui: Il Tempo, Il Resto del Carlino, Il Gazzettino, Il Corriere della Sera, Arte Veneta, L’illustrazione Veneta, Le Tre Venezie, Turismo (Trieste), Alpinismo (Torino), La Montagna (Milano) e inoltre le riviste e i bollettini del C.A.I., del T.C.I., del C.I.S.A. (Vicenza), del Rotary Club e di Italia Nostra. Scrive anche diversi libri, in particolare cataloghi d’arte e volumi dedicati al tema della montagna, poi tradotti in varie lingue. Risale al 1931 la sua opera d’esordio, La montagna presa in giro. Sempre al tema montano, due libri sono tuttora molto apprezzati: La grande parete (1938) e Introduzione alla montagna (1946).

Nel 1932 Mazzotti avvia la collaborazione con l’ufficio della Camera di Commercio che diventerà poi Ente Provinciale per il Turismo, di cui ricoprirà il ruolo di Direttore fino al 1974. Nello stesso anno compie la sua maggiore impresa alpinistica, partecipando alla conquista dell’inviolata parete est del Cervino con Luigi Carrel, Maurizio Bich, Luciano Carrel, Antonio Gaspard, Enzo Benedetti: un’avventura che  ispirerà l’opera Grandi imprese sul Cervino (1934). Sempre negli anni ‘30 il “cugino milanese” Enzo Benedetti introduce Giuseppe Mazzotti alla Valle d’Aosta, dove conosce Almicare Crétier, il celebre alpinista, al quale dedicherà  il volume  Montagnes valdôtaines, per cui, nel 1952, otterrà il Premio Saint Vincent. Nel 1937 Giuseppe sposa Nerina, la sorella di Amilcare, da cui avrà la figlia Anna.

Vi è un’altra attività di eccezionale importanza nella vita di Mazzotti, che si sviluppa in questi anni, che è quella di fotografo. Come dichiara nell’introduzione al volume Immagini della Marca Trevigiana (“Silvana” Editoriale d’Arte, 1957), forse il suo principale lavoro fotografico, non si è mai considerato un artista né un professionista dello scatto, limitandosi ad “utilizzare la macchina fotografica come strumento di documentazione e denuncia”. I suoi scatti, mai banali e dal grande potere comunicativo, contribuiscono in maniera rilevante a catalogare le bellezze del territorio.

La guerra segna in modo indelebile il volto di Treviso, e in particolare il bombardamento del 7 aprile 1944 lascia una ferita aperta. Nell’immediato dopoguerra Giuseppe Mazzotti insieme al restauratore Mario Botter e al soprintendente Luigi Coletti è tra i protagonisti della ricostruzione post-bellica.

Nel 1951 inizia una lunga collaborazione con il Touring Club Italiano, che lo vede a lungo Consigliere Nazionale. Dal 1954 è nel Rotary Club di Treviso, di cui diventerà Presidente. È in questi anni che Mazzotti sposa la causa delle Ville Venete, affiancando il proprio impegno a quello degli amici Michelangelo Muraro e Renato Cevese e influenzando la nascita di un vero e proprio movimento d’opinione sul tema. Nel 1952 organizza una mostra fotografica sulle Ville Venete a Palazzo dei Trecento a Treviso, poi riproposta a Milano, Roma, Parigi, Londra, L’Aja e Vienna, e cura la pubblicazione de Le Ville Venete, il primo inventario di questo straordinario patrimonio diffuso. Il catalogo sfocerà nel ’57 nel volume Le Ville Venete (edito da Bestetti), vera pietra miliare della sua bibliografia, che anticipa di pochi mesi l’approvazione della Legge di tutela n. 243/1958 che istituiva l’Ente per le Ville Venete.

Presidente della sezione trevigiana di Italia Nostra, Ispettore onorario ai monumenti, gli ultimi anni di vita di Mazzotti scorrono impegnati nelle consuete battaglie e attorno ai temi a lui cari: nel ’73 dedica un bellissimo volume-guida a Feltre; nel ’74 pubblica per Canova i Colloqui con Gino Rossi e collabora con Menegazzi alla grande mostra monografica sul pittore capesarino; a Casa da Noal a più riprese sofferma la propria attenzione sul lavoro di Toni e Simon Benetton, su Barbisan, Springolo, Carlo Conte e su quello di molti altri amici artisti, dei quali fu sempre appassionato sostenitore.

Nel 1980 interviene infine al “Primo Corso di perfezionamento professionale per i giovani impegnati nel rilevamento dei beni ambientali e culturali” della Regione Friuli Venezia Giulia, chiara volontà di lasciare una traccia indelebile, anche nelle nuove generazioni.

Il 28 marzo 1981 Giuseppe Mazzotti, muore all’età di 74 anni, lasciando cordoglio e commozione nella sua Marca, nel Veneto e tra le molte personalità, in Italia e all’estero, che ne avevano conosciuto e condiviso l’impegno per la difesa dei valori della civiltà veneta, e della civiltà tout court.

Oggi, la memoria di Giuseppe Mazzotti è viva e attivamente promossa dalla Fondazione Giuseppe Mazzotti per la Civiltà Veneta e dall’Associazione Premio Letterario Giuseppe Mazzotti, che organizza ogni anno il Premio Letterario “Gambrinus Mazzotti”.

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